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Vannacci se ne va, la Lega gli dà del traditore e lui se ne frega

Tutti i matrimoni di convenienza alla fine finiscono male. Salvini ha voluto candidare Vannacci per trarne vantaggio e alla fine lo ha ottenuto. Ma chi con

Tutti i matrimoni di convenienza alla fine finiscono male. Salvini ha voluto candidare Vannacci per trarne vantaggio e alla fine lo ha ottenuto. Ma chi conosce bene la Lega aveva vaticinato come sarebbe andata a finire. Il Generale non è uomo addomesticabile, per storia e vocazione. E la presunzione con la quale Salvini - alla vigilia delle Europee - diceva ai suoi uomini di poter gestire l’individualismo del Generale era presunzione pura. Il Capitano non ha più il controllo del partito che rappresenta da tempo. Almeno da quando fu messo in minoranza dai colonnelli del nord per fare il governo “bastardo” con Draghi. Quello sì, fu un tradimento agli elettori leghisti, non l’abbandono di Vannacci. Un tradimento a causa del quale il Carroccio barattò 7 milioni di voti in cambio della poltrona di ministro nel governo Draghi. Un partito sacrificato a un non-leghista e non-sovranista. Perché Giorgetti, persona competente e seria, non per questo è anche sovranista. Questa è la semplice cronaca della storia d’amore, finita male, tra il Capitano e il Generale. Quando Salvini ha incontrato (3 febbraio, ndr) Vannacci per il confronto a quattr’occhi - dopo la notizia della presentazione del simbolo “Futuro Nazionale” - era incalzato dal trio Zaia, Fontana, Fedriga, al motto di “col cazzo che ci lasciamo vannaccizzare”.I colonnelli del nord sono stati chiari - racconta una persona vicina al Carroccio. Ecco il senso: o costringi Vannacci a rinunciare a futuri nazionali, mondi al contrario, associazioni parallele e centri studi vari, o lo espelli come prevede lo Statuto. Ma il Generale non è uomo capace di subire ricatto. Racconta  sempre un ben informato che per garantirsi la candidatura in Lega, costrinse Salvini  a firmare un contratto con penali risarcitorie. Del resto non è quello che avviene in qualunque matrimonio?  Quando il Generale ha lasciato l’ufficio del Segretario, dicono l’abbia fatto senza scomporsi troppo.La notizia del divorzio è passata così direttamente alle agenzie di stampa. Salvini in serata ha poi vergato un post da moglie tradita, dicendosi “deluso e amareggiato”.Centinaio è stato più becero, mimando il segno della Decima, per poi scrivere un sarcastico “Ciao ciao”.Ma cosa farà adesso il Generale? Il simbolo c’è ma manca il partito. C’è chi giura che dietro possa avere il Cremlino, per motivi di contrasto al fronte pro-Kiev. C’è chi dice i soldi della Casa Bianca, non contenta delle ultime uscite di Meloni sulla Groenlandia. Trump vorrebbe fare ingelosire  Giorgia con un cachet a stelle e strisce per la nuova creatura di Vannacci. Fantapolitica forse. Di sicuro al momento ci sono alcuni parlamentari (Sasso e altri) pronti a lasciare la Lega per il Generale, ma che potrebbero sfruttare la situazione per ottenere garanzie in cambio della fedeltà alla Lega.  Questa rottura alla fine farà bene alla politica italiana, ne siamo certi. Era un matrimonio senza più affiatamento. Ne gioverà anche la destra di Governo. La Meloni avrà motivi per impegnarsi a tornare più sovranista.La strada per Vannacci è impervia: l’Italia è l’unico paese europeo dove governa una destra liberalconservatrice con un consenso ancora molto elevato. Che lascia poco spazio ad una destra radicale. Ma il Generale è abituato a fare salti nel vuoto, a sabotare, e a inoltrarsi in sentieri minati. Dovrà puntare sui delusi e sull’astensionismo. Magari riconsiderare un'alleanza con Marco Rizzo, e perché no, col vecchio camerata Filomeni. Sicuramente non è il tipo d'uomo da farsi fare prigioniero.