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Quando lo Stato arretra, avanza la violenza

Ancora una volta Torino diventa teatro di scontri, tensioni, devastazioni. Ancora una volta il copione è lo stesso: piazze ostaggio di minoranze rumorose e

Iscriviti a Sovranismo Nazionale: https://sovranismonazionale.it/iscrivitiTorino, il copione del disordine: quando lo Stato arretra e la violenza avanzaAncora una volta Torino diventa teatro di scontri, tensioni, devastazioni. Ancora una volta il copione è lo stesso: piazze ostaggio di minoranze rumorose e aggressive, forze dell’ordine lasciate sole a contenere il caos, istituzioni che balbettano giustificazioni invece di affermare l’autorità dello Stato.Non siamo di fronte a episodi spontanei o imprevedibili. Gli scontri di Torino rappresentano l’ennesima manifestazione di un malessere più profondo, coltivato negli anni da una cultura politica che ha sistematicamente delegittimato l’idea stessa di ordine, legalità e confini — fisici e morali.Da troppo tempo una certa sinistra radicale ha trasformato la piazza in un’arma politica, legittimando l’illegalità come forma di “protesta” e dipingendo la violenza come reazione comprensibile, se non addirittura giusta. È un gioco pericoloso, perché ogni volta che lo Stato arretra di un passo, qualcun altro avanza con bastoni, molotov e odio ideologico.Il problema non sono le forze dell’ordine, come qualcuno vorrebbe far credere. Al contrario: poliziotti e carabinieri continuano a dimostrare professionalità e sacrificio, spesso in condizioni operative e politiche ostili. Il problema è una classe dirigente che ha paura di usare parole come “autorità”, “sovranità”, “rispetto delle regole”. Parole diventate tabù nel vocabolario del politicamente corretto.Torino, città industriale, lavoratrice, profondamente italiana, merita di più di questo degrado programmato. Merita sicurezza, merita istituzioni che difendano i cittadini onesti e non chi usa la violenza come strumento di lotta politica. Merita uno Stato che non chieda scusa quando fa rispettare la legge, ma che rivendichi con orgoglio il proprio ruolo.Gli scontri non sono mai un fatto neutro. Sono il sintomo di una resa culturale prima ancora che politica. E ogni resa ha un costo, che a pagare sono sempre gli stessi: commercianti, famiglie, lavoratori, quartieri interi lasciati nell’incertezza.È tempo di dirlo con chiarezza: senza sovranità non c’è ordine, senza ordine non c’è libertà. Torino oggi è un avvertimento per tutta l’Italia. Sta a noi decidere se ascoltarlo o continuare a voltare lo sguardo altrove. Iscriviti a Sovranismo Nazionale: https://sovranismonazionale.it/iscriviti