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In ballo c'è la regolarizzazione di centinaia di scantinati adibiti a moschee nella Capitale, locali abusivi dove non si prega soltanto
C'è una linea sottile che separa la rappresentanza dalla frammentazione e strumentalizzazione. Ed è proprio quella linea che il progetto Musulmani per Roma 2027 sembra intenzionato ad attraversare.I promotori parlano di inclusione, partecipazione e diritti. Ma molti intravedono in questa iniziativa un modo per trasformarne il peso demografico in peso elettorale.La domanda è semplice: una grande capitale europea ha bisogno di partiti che parlino a tutti i cittadini oppure di liste che si rivolgano a singole comunità religiose? I sostenitori dell'iniziativa rivendicano il diritto di organizzarsi politicamente. Nessuno lo mette in discussione. Ma il problema politico nasce quando l'identità religiosa diventa il principale collante di un progetto elettorale. A quel punto la domanda non è più chi governerà Roma, ma quali gruppi saranno in grado di mobilitare il proprio consenso in maniera più compatta.Non è difficile immaginare quali potrebbero essere alcune delle richieste avanzate da un soggetto politico di questo tipo. Tra queste, secondo molti osservatori, vi sarebbe una maggiore apertura verso il riconoscimento e la regolarizzazione degli spazi utilizzati come luoghi di culto islamici, tema da anni al centro del dibattito romano.Ed è proprio qui che emergono le maggiori perplessità. Perché nella Capitale esiste una realtà fatta di locali adattati nel tempo a funzioni religiose, strutture sorte in contesti urbanisticamente complessi e situazioni che da anni alimentano controversie amministrative e politiche. Noi temiamo che la pressione politica di una rappresentanza organizzata possa trasformare questioni urbanistiche e amministrative in una trattativa elettorale permanente. Il punto, tuttavia, è ancora più profondo. La politica dovrebbe chiedere il voto ai cittadini in quanto cittadini. Non in quanto appartenenti a una religione, a un'etnia o a una comunità specifica. Quando il consenso viene organizzato lungo linee etnico-religiose, il rischio è che ogni gruppo finisca per rivendicare il proprio partito, il proprio candidato, le proprie priorità. Roma ha già abbastanza problemi: trasporti in crisi, degrado urbano, sicurezza, emergenza abitativa, servizi pubblici inefficienti. L'ultima cosa di cui sembra avere bisogno è una politica sempre più segmentata in blocchi comunitari che competono per ottenere riconoscimenti e concessioni. La vera sfida dell'integrazione non è costruire partiti confessionali o etnici, men che meno islamici visti alcuni passaggi del Corano assolutamente anti Costituzionali.È costruire una cittadinanza condivisa. Tutto il resto rischia di trasformarsi in una conta permanente tra comunità organizzate. E sarebbe una sconfitta non soltanto per la politica, ma per l'idea stessa di Roma come città di tutti. Chi è Francesco Tieri, noto anche come Abd al-Haqq Tieri dopo la conversione all'Islam Tieri è un ingegnere romano e attivista politico impegnato nel dialogo tra comunità islamiche e istituzioni locali. Negli ultimi anni è diventato una figura nota nel dibattito pubblico legato alla presenza islamica nella Capitale. L'esperienza politica nel centrosinistra Tieri proviene da un percorso politico collocato nell'area del centrosinistra. Nel 2021 partecipò alle primarie per la presidenza del V Municipio di Roma, sostenuto nell'ambito della coalizione che faceva riferimento al centrosinistra romano in supporto a Roberto Gualtieri. In quella occasione rivendicò il sostegno ricevuto da numerosi centri di preghiera e associazioni della comunità musulmana presenti sul territorio. La conversione all'Islam Convertitosi all'Islam, Tieri è stato indicato da diverse testate come vicino all'associazionismo islamico romano e laziale. Nel corso degli anni ha partecipato a iniziative pubbliche sul tema della libertà religiosa, della rappresentanza delle comunità musulmane e del riconoscimento dei luoghi di culto. Il progetto MuRo27 Nel 2025 è emerso come principale promotore di MuRo27 (Musulmani per Roma 2027), iniziativa che si propone di incidere sul dibattito politico capitolino in vista delle elezioni comunali del 2027. Il movimento si presenta come un soggetto composto da musulmani residenti a Roma che intendono contribuire alla discussione pubblica portando proposte coerenti con la propria appartenenza religiosa.Tra le prime proposte avanzate dal gruppo vi è stata l'applicazione dell'articolo 20 dello Statuto di Roma Capitale, relativo all'elezione di consiglieri aggiunti espressione delle comunità straniere residenti. Le polemiche La nascita di MuRo27 ha suscitato critiche da parte di esponenti del centrodestra e di commentatori che vedono nel progetto il rischio di una rappresentanza politica organizzata su base religiosa o comunitaria. Altri osservatori, invece, lo interpretano come una forma di partecipazione politica di una componente della popolazione finora poco rappresentata nelle istituzioni. Il riferimento al modello Mamdani Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno collegato l'iniziativa romana all'attenzione suscitata negli Stati Uniti dalla crescita di candidati capaci di mobilitare segmenti specifici dell'elettorato musulmano e delle minoranze urbane. Lo stesso dibattito pubblico attorno a MuRo27 ha spesso evocato il caso newyorkese come possibile precedente politico e culturale. Perché è una figura rilevante Tieri rappresenta uno dei primi tentativi, nel contesto romano, di tradurre il peso sociale e demografico delle comunità musulmane in una presenza organizzata nel dibattito politico locale. Proprio per questo la sua iniziativa è diventata oggetto di un intenso confronto tra sostenitori dell'inclusione politica e critici del cosiddetto voto identitario. Vi riportiamo alcuni versetti del Corano che ad occhio sembrano anti-costituzionali e penalmente rilevanti. Sura 9:5, spesso chiamata versetto della spada:Uccidete gli associatori ovunque li troviate... (la traduzione varia a seconda dell'edizione)Sura 9:29:Combattete coloro che non credono in Allah... fino a che non accettino determinate condizioni.Sura 8:12:Colpirò il terrore nei cuori dei miscredenti; colpiteli al collo... Ma non era la sinistra innamorata della Costituzione italiana?